Il tour parte dal cuore del Comune di San Costanzo, un borgo ricco di storia, arte e tradizioni.
Con questo itinerario cittadino potrete scoprire tutti i luoghi che caratterizzano San Costanzo
Palazzo Cassi
Palazzo Cassi, situato nel cuore di San Costanzo, rappresenta un'elegante dimora storica di straordinaria rilevanza culturale e architettonica, simbolo della tradizione nobiliare e intellettuale del borgo. Costruito nel XVIII secolo dalla famiglia Cassi di Pesaro come residenza estiva. Il palazzo è il risultato dell'armoniosa unione di tre unità abitative: Palazzo Mei, acquistato dal Conte Francesco Cassi nel 1814 e due palazzi appartenenti in precedenza alla famiglia Diotallevi. Alla fine del XVIII-XIX secolo, l’edificio visse un fulgido periodo di cultura ed attività letterarie grazie proprio alle elevate amicizie dei quali il Cassi vantava. Infatti tra gli ospiti di rango vi furono i Conti Ferri e Martinozzi, il letterato Conte Giulio Perticari, cugino del Conte Cassi, con la bella consorte Costanza, figlia del noto e celebre poeta Vincenzo Monti. Il Conte Giulio Perticari morì, dopo lunga malattia proprio nella rinascimentale dimora. Intorno alla sua morte si costruirono fandonie contro la bella moglie Costanza, ammirata donna, carica di cultura letteraria. Nel 1863 il Consiglio Comunale di San Costanzo approvò l’acquisto dell’edificio per costituirvi la Residenza Municipale che vi fu mantenuta sino al 2005; ma dopo un accurato restauro, concluso nel 2013, è stato restituito alla comunità come centro culturale e sociale. Negli anni 1978 vi fu ospitata la prima biblioteca comunale ove tutt’ora vi risiede svolgendo una costante ed importante attività di prestito del libro. Nel 1997 l’allora Amministrazione Comunale decise di mettere mano ad una importante operazione culturale, allestendo l’esposizione di antichi dipinti di proprietà nella Quadreria Comunale; pale d’altare provenienti dalla demolita Chiesa di San Silvestro e da altre provenienze ignote, come oratori e cappelle religiose presenti nel territorio di San Costanzo che. per incuria o per modificazione del connettivo sociale-religioso, erano abbandonate. Un’operazione questa di grande valore culturale perché si erano riunite in un’unica esposizione la testimonianza di quegli arredi che documentano secoli di vita religiosa e forme diverse di cultura figurativa.
Biblioteca "Don Antonio Betti"
La nuova sede della biblioteca, situata al piano terra di Palazzo Cassi, è stata inaugurata nel 2013, in seguito alla riqualificazione dei locali dell'intera struttura ad opera della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, ed è intitolata a Don Antonio Betti. Mette a disposizione degli utenti circa 6000 volumi, suddivisi in opere di narrativa, divulgazione e locale. Tutti i materiali, per adulti, ragazzi e bambini, sono collocati a scaffale aperto, la biblioteca dispone nel complesso di una ventina di postazioni studio e lettura per gli utenti e quattro postazioni fisse per la navigazione internet e ricerche. È inoltre presente un'area dedicata ai bambini da 0 a 6 anni con arredi morbidi ed albi illustrati del progetto "Nati per Leggere" ed un'altra con proiettori per eventi ed incontri. Offre servizi di reference, consulenza bibliografica, prestito locale e intersistemico. Prestito di e-reader con oltre 100 titoli tra cui scegliere.
Teatro della Concordia
Eretto il 18 Marzo 1721 in una Sala dell'Ala Residenziale Sud orientale del castello. Vi recitarono Francesco Cassi, Giulio Perticari ed il generale Guglielmo Pepe. Al suo interno vennero rappresentate in anteprima le tragedie di Vincenzo Monti.
Torrione Panoramico
Rifacimento del torrione medioevale del XIV secolo. Il torrione nord orientale, all'interno delle mura castellane, è oggi invece il torrione panoramico, in quanto è possibile accedervi e ammirare il panorama delle colline san costanzesi. Al suo interno è presente una stanza da cui è possibile accedervi tramite un'antica scala.
Chiesa Sant'Agostino
La prima pietra venne posta il 27 settembre 1610, eretta grazie alla generosità del Conte Pietro Barbetta e della comunità di San Costanzo. Nella Chiesa si trovano cinque Altari adorni di stucchi di buona fattura. Di particolare interesse anche le tele, tutte ispirate dalle devozioni care agli Agostiniani: il Crocifisso, la Madonna, Sant’Agostino e San Nicola. L’Altare maggiore, in marmo, è sovrastato da un grande quadro ovale con cornice dorata raffigurante San Pietro Apostolo, posteriormente c’è un coro di abete. Alle pareti laterali del presbiterio si possono ammirare anche due grandi tele realizzate nel 1787 dal pittore Giuseppe Ceccarini: un Miracolo di San Nicola da Tolentino quella di destra, la Tomba di S. Agostino quella di sinistra. Nel primo Altare di destra, per chi entra in Chiesa, si conserva una Madonna del Carmine olio su tela. Nel secondo altare una tela di uguali dimensioni rappresenta San Nicola da Tolentino. Nel primo Altare di sinistra è collocata una Crocifissione, olio su tela, realizzata a Fano nel 1785 da Giuseppe Ceccarini. Sotto questo Altare, all’interno di un’urna di vetro, è posto il simulacro in legno del Cristo Morto realizzato nel 1826, in Ancona, da Filippo Reali allievo del Canova. Nel secondo altare di sinistra è incorniciata da gradevoli stucchi la Madonna della Cintura, olio su tela. Nella chiesa si può ammirare anche una statua del Cristo Risorto del 1871. Alle pareti sono appesi quattordici piccoli quadri di carta a ricordo della Via Crucis. Nella Settimana Santa viene allestita in questa chiesa “La Machina di Legno del Monte Calvario” con rievocazione della passione e morte di Nostro Signore. Sul Monte Calvario si possono ancor oggi ammirare le statue rappresentanti la Madonna, San Giovanni Evangelista, La Maddalena e il Gran Sacerdote. Dalla stessa Chiesa, la sera del Venerdì Santo, si snoda una suggestiva processione, retaggio di un’antichissima tradizione, con il simulacro del Cristo Morto deposto su un cataletto con quattro lumiere seguito dalla statua della Madonna Addolorata. Nella Cantoria, al di sopra dell’entrata principale, fa bella mostra un pregevole organo, opera del veneziano Gaetano Callido.
Chiesa Parrocchiale Collegiata
La Chiesa Parrocchiale Collegiata iniziò ad essere costruita nell'anno 1570, nella parte meridionale del castello di San Costanzo, recuperando la struttura di un antico e capiente salone. Il 6 ottobre 1607 Papa Paolo V firmava la Bolla con la quale la Pieve dei Santi Cristoforo e Costanzo veniva elevata al rango di Collegiata. La Chiesa parrocchiale conta al suo interno 7 altari. Nell’altare maggiore si trova un coro in noce con dodici posti a sedere. Nello stesso altare si può ammirare un piccola tela raffigurante l'Eterno Padre e una più grande Madonna con Bambino e Santi Cristoforo e Costanzo. Nel primo altare di destra si conserva un Presepe, olio su tela, dell’arceviese Ercole Ramazzani. Il secondo altare di destra si trova nella Cappella dedicata al Santissimo Sacramento abbellita da quattro medaglioni con gli Evangelisti e da due tele raffiguranti una Lavanda dei piedi e L’ultima Cena. Il terzo altare di destra è invece contornato da quindici formelle che rappresentano i Misteri del Rosario. Nel primo altare di sinistra si venera un antichissimo Crocifisso ligneo del sec. XV. Nel secondo altare di sinistra è collocata una Madonna della Misericordia, olio su tela, del pittore Matteo Zuccaroli. Nel terzo altare di sinistra si può ammirare una Vergine con Bambino e Santi, olio su tela, attribuita a Domenicus Fanensis. Alle pareti del Tempio si trovano poi quattordici tele del diciottesimo secolo raffiguranti la Via Crucis. La porta principale d’ingresso è sovrastata da una Cantoria in legno dove è collocato un Antico Organo con 25 canne di facciata.
Scalinata dei Maestri Polentari
La "Scalinata dei maestri polentari" è una scalinata che si trova a San Costanzo, dedicata ai mastri polentari della cittadina e che conduce al teatro del paese. È stata inaugurata nel marzo 2023 ed è strettamente legata alla storia della Sagra Polentara, una delle sagre più antiche delle Marche, che si svolge annualmente in estate.
Piazza Niccolò Mauruzi
La piazza del borgo di Stacciola e’ intitolata al Capitano Niccolò Mauruzi da Tolentino, conte della Stacciola e valoroso condottiero. Nacque a Tolentino attorno al 1350 e fu l’esponente più in vista del casato dei Mauruzi. Il Capitano Niccolò Mauruzi nel 1370 fuggì dalla terra natia per dissapori familiari ed entrò al servizio di vari condottieri di ventura e stati italiani. Dal 1406 al 1407 rivestì l’incarico di capitano delle milizie di cabrino fondulo, signore di Cremona. Nel 1407 entrò alle dipendenze di Pandolfo III Malatesti, signore di Fano, dal quale il 1° agosto 1412 ottenne, in cambio dei servizi resi, il titolo di conte e il Castello della Stacciola. Dopo aver militato per Filippo Maria Visconti, passò agli stipendi di papa martino v e partecipò alla liberazione dell’aquila, assediata dai bracceschi (1424). Nel 1425 assunto da Firenze nella guerra contro i visconti, espugnò Brescia nel 1426. Divenuto signore di borgo san sepolcro, il Mauruzi guidò per un triennio (1428-1431) le truppe della chiesa per poi ritornare alle dipendenze della repubblica di Firenze , che lo nominò capitano generale. In tale frangente le sue azioni militari si diressero su più fronti: nel 1432 vinse i senesi nella battaglia di san romano, mentre nel 1434 affrontò le truppe viscontee e pontificie a Castel bolognese. Qui subì una pesante sconfitta e, fatto prigioniero, fu condotto a Milano. Nel corso di un suo trasferimento da Milano a bardi, fu intenzionalmente scaraventato in un burrone della val di taro. Raccolto moribondo, venne condotto a borgo val di taro, dove spirò il 20 marzo 1435. Fu sepolto con sommi onori a Firenze in Santa Maria del fiore e, circa vent’anni dopo, sulla sua tomba, il comune commissionò ad Andrea del castagno un affresco celebrativo.
Chiesa San Giovanni Evangelista
Già cappella gentilizia dei conti Mauruzi da Tolentino che vennero subinfeudati del Castello della Stacciola da Pandolfo Malatesta del 1412. La chiesa divenne parrocchiale solo con l'abbattimento dell'altra chiesa extra muros, nel XVII secolo. L'interno fu rimaneggiato successivamente. La facciata è quasi disadorna, fatta eccezione per la mostra del portale in leggera evidenza sul muro intonacato e verniciato di bianco. Una semplice finestra rettangolare è in asse col portale, sopra di essa le falde del tetto a due spioventi sono risaltate dalla cornice. Il campanile si addossa a sinistra della chiesa raccordandosi con il tetto con una parete triangolare. La cella campanaria è riquadrata da paraste con capitelli a gradi e termina con un tetto a cuspide. La base del campanile a scarpata fuoriesce dal filo del muro della chiesa. Un orologio è montato sotto la cella campanaria. L'interno della chiesa è ad aula unica, con abside emisferica. Le pareti laterali hanno due nicchie con altari concluse da archi a tutto sesto. La chiesa, a seguito del parziale crollo del tetto avvenuto nel 1989, è stata restaurata e riaperta nel 1993, in questa occasione tutte le decorazioni interne a motivi geometrici policromi sono state eseguite a mano dagli stacciolani ricalcando quelli originali. Il presbiterio si eleva sull'aula con un gradino, l'altare mobile è realizzato con elementi di recupero dell'altare originale e ospita le reliquie di San Tranquillo. Dietro di esso una nicchia ospita la statua della Vergine con Gesù Bambino. Sopra l'ingresso troviamo la cantoria con l'organo.
Forno della Crescia
I documenti raccontano che a Stacciola era in attività un forno pubblico sin dal 1700 del quale la comunità usufruiva per cuocere il bene di primaria necessità: il pane. Il forno esiste sin dal 1795 quando il “Podestà” della Stacciola lo affida in uso ad un fornaio, affinché provveda il pane agli abitanti del borgo. In seguito, il forno è dato in uso alle famiglie che, a turno, e secondo un calendario preciso, vi cuociono il pane, l’arrosto, i dolci e -dal 1987- la famosa “Crescia d’la Stacciola" nella sagra di agosto. In questo periodo il borgo è autosufficiente e, date le ridotte dimensioni della comunità, dal momento che il mestiere di fornaio non avrebbe assicurato il sostentamento di una famiglia, si dota di un forno pubblico. L’uso del forno comune è continuato fino al 1970/72. Una volta alla settimana tutte le famiglie del paese preparavano il pane rispettando un preciso calendario. Gli anni ‘70 hanno segnato profondi cambiamenti anche nel piccolo borgo di Stacciola: le casalinghe hanno iniziato a lavorare, i fornai dei paesi vicini fornivano pane fresco a domicilio più volte a settimana, così il forno è caduto in disuso fatta eccezione per alcuni momenti particolari della vita del paese: la cottura della Crescia di Pasqua, cerimonie religiose e poco altro. Il Comitato Cittadino, nato nel 1986, con lo scopo di valorizzare le tradizioni, la storia e la cultura del borgo, riprende la ricetta originaria tramandata nel tempo e per evitare che vada perduta la ripropone con “La Sagra della Crescia”. Da qualche tempo la geniale idea di aver promosso un corso di scuola della crescia dove i partecipanti, a fine corso, gustano la crescia da loro preparata e diventano così depositari e divulgatori di questa antica tecnica.
Castello di Cerasa
Nel periodo che va dal XII al XV secolo, nascono e si sviluppano numerosi castelli del “Comitato di Fano” sul piano e sulle colline a sinistra del fiume Cesano. Le prime notizie su Cerasa, attualmente facente parte del territorio comunale di San Costanzo, risalgono alla Bolla di Papa Adriano IV del 7 maggio 1156, confermate poi dalla analoga Bolla di Papa Alessandro III del 18 aprile 1178. In entrambe le Bolle il Castello di Cerasa è citato con la sua antica denominazione di “ Quercia fissa” o “ Quercia Scissa” Le antiche mura medievali, perfettamente intatte, avvolgono come in un abbraccio questo piccolo e incantevole borgo. Quando nel XIII° secolo il castello venne demolito, con le sue macerie i monaci di S. Paterniano ne fecero costruire un altro sulla sommità di un colle, non molto distante e chiamato “Monte della Ceregia” da cui derivò l’attuale denominazione di “Cerasa”. Nel 1380, un successivo Martinozzi di nome Domenico, anche lui Abate, fece restaurare e fortificare il “Castello di Ceregia” con la solidale e gratuita opera di tutti i castellani. Nel 1432 Ceregia, ora Cerasa, pur essendo un piccolo centro, per difendere l’integrità dei suoi confini, non esitò a sfidare la vicina San Costanzo e la potente Fano Malatestiana. Come già scritto, riguardo alla nascita e allo sviluppo dei numerosi castelli del “Comitato di Fano” si mette in evidenza che 18 di essi, ormai stanchi del malgoverno Fanese, si sollevarono contro di esso e, istigati da Pandolfo II , ricorsero al Papa Giovanni XXII in Avignone contro i Fanesi. Il Papa accolto molto benignamente il ricorso, tolse dal dominio della città di Fano e assoggettò direttamente alla Chiesa e cioè al rettore della Marca 18 castelli del “comitato quondam Fani” formando il nucleo originario del vicariato di Mondavio. Il castello di Cerasa rimase però fuori da questo vicariato, vi entrerà però a far parte nella prima metà del XV secolo. Il vicariato di Mondavio rimase in soggezione alla Chiesa solo per pochi anni poiché i Malatesta lo governarono sempre legittimamente. Nel 1429 dopo un susseguirsi di vicende familiari, con la morte di Carlo Malatesta il vicariato di Mondavio torno alla Chiesa ma solo fino al 1433 quando la regione della Marca fu sconvolta da una rapida invasione del Capitano Milanese Francesco Sforza che conquistò il vicariato di Mondavio. Ancora visibili le due torri e la porta d'ingresso con la rampa, mentre all'interno del castello si può visitare la Chiesa di San Lorenzo Martire, con la sua fonte battesimale del 1629 e un organo Callido. Sono inoltre degni di nota il portale di Casa Giraldi, in cotto e arenaria.
Piazza IV Novembre
La Piazza semi circoscritta dalle mura, luogo privilegiato per le rappresentazioni di spettacoli e musica dal vivo, si affaccia sulla Valle del Cesano ergendosi a balcone con vista su di un paesaggio caratterizzato da vigneti e campi coltivati.
Scultura "Dialogo Muto"
L’opera scultorea “Dialogo Muto” di Nazareno Rocchetti, situata inizialmente al centro e ora al bordo della piazza IV Novembre, è una delle prime creazioni dell’artista marchigiano, che l’ha donata al Comune di San Costanzo. La scultura rappresenta il simbolo della vita attraverso la figura della donna, emblema universale di creazione e nutrimento. I due volti scolpiti, apparentemente distanti, si rivolgono verso la mela, che simboleggia l’Eden, un riferimento alla conoscenza e alla tentazione. Tra i volti si può percepire il tramonto del sole, creando un’atmosfera di riflessione e introspezione. L’armonia tra le forme e la simbologia dell’opera invita il visitatore a fermarsi e riflettere sul mistero del dialogo silenzioso che si sviluppa tra i due volti e l’oggetto che li unisce. La scultura, con il suo messaggio di quieta comunicazione, rappresenta un invito alla contemplazione e al silenzioso scambio tra le parti, senza la necessità di parole.
Chiesa San Lorenzo
Nel 1346, per volere di Bernardo Martinozzi, abate del monastero di San Paterniano, all’interno del Castello di Cerasa fu edificata la Chiesa parrocchiale dedicata a San Lorenzo Martire. Tale edificazione venne accolta con grande festa da parte della popolazione che ne poteva vedersi così sul luogo la residenza del loro parroco e pastore. La Chiesa, dopo aver resistito per moltissimi anni alle ingiurie del tempo, crollò completamente a terra ma, con perfetta simmetria, fu prontamente riedificata per volere di un altro Martinozzi di nome Paolo, anch’egli abate del monastero di Fano. I lavori di riedificazione furono eseguiti sotto la direzione del Cav, Francesco Bonamici architetto di Rimini. La rinnovata Chiesa, che conserva una fonte battesimale in pietra del 1629 e un bellissimo organo settecentesco del famoso Gaetano Callido, ha murata sulla facciata principale una lapide recante un'iscrizione in caratteri gotici che ricorda la primitiva costruzione.
Gusto
A seconda dell’ora e del luogo in cui ci si trova lungo il percorso, è possibile fare una pausa e gustare le specialità locali. Tra i ristoranti e i bar consigliati figurano La Grotta di Tufo a Stacciola, ideale per assaporare piatti tipici in un ambiente caratteristico; la Locanda “La Cerasa” a Cerasa, perfetta per un pranzo o una cena immersi nei panorami collinari; e il Caffè Centrale a San Costanzo, punto di riferimento per un caffè, un aperitivo o un piccolo spuntino durante la visita.
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Bar Edicola Edda
Str. Mondolfo, 105, 61039 San Costanzo PU - Tel: 0721/957755 -
Bar Moma
Via Piemonte, 1, 61039 Cerasa PU -
Bar Pasticceria Federici
Castello di Cerasa, Piazza IV Novembre, 19, 61039 Cerasa PU - Tel: 0721935141 -
Caffè Centrale
Corso G. Matteotti, 61039 San Costanzo PU - Tel: 347 366 1247 -
La Grotta di Tufo
Via Stacciola Villa, 22, 61039 San Costanzo PU - Tel: 0721930074 -
Locanda “La Cerasa”
Str. Piagge, 8, 61039 Cerasa PU - Tel: 3773912512 -
Pasticceria Caffetteria Andrea
Piazza Perticari, 61039 San Costanzo PU - Tel: 3518435926 -
Pizzeria “Al Castello”
Via Villetta Adriatica, 55, 61039 San Costanzo PU - Tel: 0721 930529 -
Pizzeria Mar y Sierra
Str. S. Gervasio, 3, 61039 San Costanzo PU - Tel: 0721957174 -
Ristorante “Da Rolando”
Corso G. Matteotti, 127, 61039 San Costanzo PU - Tel: 0721950990 -
Ristorante Divin Amore
1 Via Divino Amore, San Costanzo, PU 61039 - Tel: 0721935011
Shopping
Per chi desidera portare a casa un ricordo del territorio, lungo il percorso sono presenti negozi tradizionali come I Fiori della Santa Elena, con proposte floreali e oggetti decorativi, e il Panificio Pasticceria Fratelli Pucci, dove è possibile acquistare prodotti da forno e dolci tipici, rappresentativi della cultura gastronomica locale.
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Blocco 77
Via Villetta Adriatica, 61039 San Costanzo PU - Tel: 388 093 7138 -
Farmacia di Cerasa di Rosini Moira
Castello di Cerasa, Piazza IV Novembre, 20, 61039 Cerasa PU - Tel: 0721 935003 -
Farmacia Scarponi
Corso G. Matteotti, 64, 61039 San Costanzo PU - Tel: 0721950238 -
I Fiori della Santa Elena
Str. Solfanuccio, 27, 61039 San Costanzo PU - Tel: 0721950525 -
La Cartoidea
Str. S. Fortunato, 15, 61039 San Costanzo PU - Tel: 0721950702 -
Loredana Pasta Fresca
Corso G. Matteotti, 27, 61039 San Costanzo PU - Tel: 0721950358 -
Macelleria Massimo
Corso G. Matteotti, 36, 61039 San Costanzo PU - Tel: 0721 950213 -
Ottica Sartori
Via Roma, 3, 61039 San Costanzo PU - Tel: 0721 935068 -
Panificio Pasticceria Fratelli Pucci
Piazza della Vittoria, 4, 61039 San Costanzo PU - Tel: 0721950440 -
Supermercato Coal
Via Villetta Adriatica, 4, 61039 San Costanzo PU - Tel: 07211537170
Cantine
Il tour alla scoperta del comune di San Costanzo offre anche la possibilità di scoprire le cantine della zona, veri e propri scrigni di storia e tradizione vitivinicola. Tra le più interessanti ci sono la Cantina Bruscia, la Cantina Bartolacci e la Cantina Sor Rico, dove i visitatori possono partecipare a degustazioni e visite guidate, immergendosi nel legame tra il territorio e i vini che ne raccontano l’identità.
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Cantina Bartolacci
- Tel: 3481556012 -
Cantina Bruscia
- Tel: 0721 954801 -
Cantina Sor Rico
- Tel: 320 8419306
Altre Informazioni
Categorie
A piedi, Automobilistico