Descrizione
Sino ad oggi non sono stati ritrovati documenti che abbiano dato una risposta esauriente alla nascita ed origine di questa antica festa polentara.
La sagra nasce tanti anni fa, da una festa fatta “in casa”, nella stanza più grande ed accogliente: la piazza.
La voglia di stare insieme, di vivere il paese attorno ad un piatto di polenta che per giunta era anche buona, veniva cucinata su un fuoco improvvisato.
La polenta era cucinata così, come è stato da sempre, senza condimento, la polenta “sorda”.
La polenta che, se avanzata, veniva abbrustolita sul camino e si “sporcava di cenere”.
Tutto questo accadeva sin verso la metà del 1800.
Successivamente l’iniziativa diventa piuttosto discontinua. L’usanza avrà cadenza annuale dall’inizio del 1900, quando Alessio Morini (lezi), carrettiere, assieme a un gruppo di amici del paese decide di riprendere la tradizione.
Il primo giorno di quaresima, in piazza veniva allestita una lunga tavolata nei pressi della quale si cucinava la polenta condita con le salsicce.
Passati alcuni anni, si era formato un comitato polentaro che organizzava per la prima domenica di quaresima “la sagra polentara”.
Negli anni ‘60 la pro loco di San Costanzo ha rilanciato in chiave turistica la sagra che viene poi riproposta in estate alla fine di luglio.
La polenta che si cucina a San Costanzo in occasione della sagra è quella classica sulla spianatoia, condita con un ragù la cui ricetta per tradizione è segreta.
Si cuoce in grandi paioli di rame (le caldare) che vengono posti sul fuoco a legna nelle “fornacelle”: quando l’acqua è calda si versa la farina, i polentari per un’ora la agitano con un curioso attrezzo, un bastone a due manici; a cottura ultimata viene allargata su delle spianatoie (le panare) quindi condita con il ragù e formaggio grattugiato.
Date Evento
Dal: 18 luglio 2026 12:00 am
al: 19 luglio 2026 12:00 am